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Londra

ASSAGGI DI LONDRA: TRA TRADIZIONE E FUTURO

ASSAGGI DI LONDRA: TRA TRADIZIONE E FUTURO - In viaggio con Ricky

foto: London Tower (Londra, Gran Bretagna)

 

INTRODUZIONE: 

La genesi del nostro viaggio a Londra viene da molto lontano. Cresciuto infatti con la curiosità di scoprire gli inglesi da vicino, sia per le loro tradizioni che per il loro smisurato orgoglio nazionalista, avevo fin qui sempre rimandato la visita, forse per una forma di pudore dovuta alla conoscenza “scolastica” della loro lingua, o forse per paura di scoprire un mondo diverso da quello che avevo sempre immaginato ed ammirato. 

La scintilla che diede il via al progetto, scoccò quasi per caso davanti alla televisione nel periodo natalizio 2008-2009, mentre stavamo vedendo una corrispondenza da Londra al telegiornale. Durante il servizio mia moglie esclamò: “Mi piacerebbe tanto andare a Londra”. 

Dal dire al fare il passo fu breve, ed il progetto prese subito forma. 

Qui di seguito vi proponiamo il diario di viaggio ed il relativo racconto fotografico. 

 

PROGETTAZIONE DEL VIAGGIO: 

Il viaggio è stato organizzato in autonomia e, tenendo conto della variabilità del tempo atmosferico a quelle latitudini, non è stato strutturato a singole giornate come di solito usiamo fare, ma per tipologia di luoghi da visitare: interni (musei, chiese, fortezze) o esterni (parchi, itinerari a piedi, impianti sportivi). Un programma semplice e flessibile quindi, da poter modificare o implementare anche a giornata in corso. Inoltre quando visitiamo una metropoli, per evitare inutili perdite di tempo nei trasferimenti da una parte all’altra della città, cerchiamo di pianificare i “tour” raggruppando gli obiettivi per aree geografiche. 

Fissate le date ed acquistati i biglietti dei voli sul sito della compagnia aerea, non mi restava che trovare l’alloggio migliore per le nostre esigenze ed elaborare il programma, tenendo conto dei giorni di chiusura settimanale di chiese e musei e di eventuali sconti e promozioni. 

Mi sono stati di notevole aiuto alcuni siti istituzionali come l’Ente Nazionale Britannico per il Turismo, Trasporti di Londra, Aeroporto di Gatwick, St. Paul’s Cathedral e Palazzi Reali, ed alcuni portali come Tripadvisor e Turisti per Caso sui quali ho reperito importanti informazioni seguendo i forum e leggendo numerosi diari di viaggio.  

 

GUIDA: 

Lonely Planet – Londra Guida Città. 

 

PERIODO: 

Da sabato 13 Giugno a giovedì 18 Giugno 2009. 

 

PARTECIPANTI: 

Riccardo, Elisabetta, Stefano, Orietta (mia sorella) e Michele (mio nipote). 

 

VOLI: 

Venezia – Londra Gatwick a/r

Entrambi operati dalla compagnia easyJet (2 ore e 5 minuti di volo). 

 

MEZZI DI TRASPORTO: 

Treno Gatwick Express per il trasferimento dall’aeroporto di Gatwick a Victoria Station (e viceversa).

London Underground per gli spostamenti in città. 

 

ALLOGGIO: 

Eravamo in cinque e quindi avevamo la necessità di avere a disposizione due camere. Dopo lunghe ed infruttuose ricerche in internet, grazie ad una informazione estrapolata da un itinerario di viaggio sul sito Turisti per Caso, abbiamo optato per una soluzione comoda ed economica, che consiglio a quanti si trovino nella nostra situazione: tramite un’agenzia immobiliare abbiamo affittato un appartamento bicamere, con cucina, sala da pranzo, salotto e due bagni in Hugh Street (quartiere di Pimlico). La sistemazione si è rivelata ottimale e strategica, in quanto si trova in una tranquilla zona residenziale, a non più di cinque minuti a piedi da Victoria Station.

 - In viaggio con Ricky

foto: Tower Bridge (Londra, Gran Bretagna)

 

DIARIO DI VIAGGIO: 

(tratto dai miei appunti)

 

Sabato, 13 giugno: 

Visitare un posto inedito, crea sempre un miscuglio di aspettative, dubbi ed incertezze tipici delle “prime volte”, anche se le esperienze di viaggio maturate negli anni ci fanno muovere con una certa naturalezza anche in un luogo a noi sconosciuto. Questo rappresenta senza dubbio un vantaggio, in quanto ci permette di evitare delle noiose ed inutili perdite di tempo e di rispettare a grandi linee le attività pianificate a tavolino. 

Come già fatto durante i viaggi precedenti, cercherò di trascrivere in questo diario di viaggio solo le mie emozioni, le mie sensazioni e le curiosità, quello che solitamente non si trova scritto nelle guide turistiche. 

Preso possesso del “nostro” appartamento in Hugh Street, ci catapultiamo con la  metropolitana in centro città. Salendo le scale usciamo dalla stazione di Westminster proprio sotto il Big Ben e dopo aver attraversato Westminster Bridge ci tuffiamo nella vita frizzante della Southbank, la riva sud del Tamigi. Stanno calando le prime ombre del sabato sera e la città viene presa d’assalto da tantissimi ragazzi. Passeggiano lungo la riva del fiume, si fermano a gruppetti ad ammirare le evoluzioni degli artisti di strada tra un scintillio di flash, gustano del gelato artigianale acquistato dai venditori ambulanti, si fermano con lo sguardo rivolto all’insù a guardare il lento incedere delle navicelle della British Airways London Eye, la ruota panoramica costruita nell’anno del nuovo millennio. Molti di loro tengono in mano una pinta di birra. Scorre intanto davanti ai nostri occhi la riva nord del fiume come la pellicola di un vecchio film, tra un alternarsi di edifici d’epoca e costruzioni moderne. Ho la sensazione che Londra sia una città proiettata nel futuro nonostante sia saldamente ancorata alle sue istituzioni. 

Per cena investiamo le prime sterline nella cucina giapponese che offre il ristorante della catena Wagamama di Clink Street. È il nostro battesimo del fuoco nell’uso dei bastoncini al posto delle tradizionali posate, ovviamente non li usiamo con disinvoltura però portiamo tranquillamente a termine il nostro Chicken Katsu Curry (pezzetti di pollo fritto serviti su un letto di verdure crude di stagione e ricoperti da una salsa al curry). I bambini invece optano per il Chicken Ramen tante volte menzionato nei cartoni animati della serie Naruto. 

Il primo, se pur breve, assaggio con la classica pioggerellina britannica ci rispedisce verso casa, dove incrociamo gruppetti di ragazze vestite eleganti e ben truccate che si dirigono verso i locali alla moda del West End. 

 

Domenica, 14 giugno: 

Brilla in cielo un sole luminoso che riscalda ben presto l’aria frizzante di questa domenica mattina. Le strade di Pimlico sono quasi deserte, percorse di tanto in tanto dai cab neri (taxi) o dai double deck bus rossi (autobus). Sui marciapiedi qualche turista trascina stancamente il trolley dopo aver lasciato uno dei tanti hotel della zona. All’interno di Victoria Station invece, l’atmosfera cambia radicalmente. Un continuo via vai di gente che si sposta velocemente alla ricerca della fermata del mezzo di trasporto scelto: treno, autobus o metropolitana. 

Kensington Gardens: formano con l’adiacente Hyde Park uno dei polmoni verdi della città. Sono invasi da moltissime persone: c’è chi prende il sole in costume da bagno sdraiato su stuoie o teli da spiaggia, c’è chi gioca a frisbee, c’è chi fa jogging, c’è chi corre in bici e chi sui pattini on line, gruppetti di ragazzi si sfidano a partite di calcio. Molti invece, come noi del resto, fanno un picnic all’ombra delle querce e dei castagni con sandwich al cheddar e prosciutto. In questi giardini è stato ambientato il libro Peter Pan nei giardini di Kensington, in cui si narrano le avventure dell’eterno bambino quando ancora non era giunto nell’Isola che non c’è. Lasciata alle spalle la statua a lui dedicata, costeggiando il The Long Water entriamo in Hyde Park e raggiungiamo Speakers’ Corner, dove sono rispettivamente in corso una manifestazione sindacale, un comizio di un predicatore “islamico” e delle ragazze che offrono Free Hugs. 

La mia sensazione che Londra sia una città “giovane” viene suffragata dai numerosi bambini che incrociamo sui marciapiedi. È inoltre una città cosmopolita; l’integrazione tra razze diverse sta pian piano portando alla nascita di individui con caratteristiche morfologiche nuove e che nei prossimi decenni formeranno i nuovi Britons. 

Altri luoghi visitati: Kensington PalaceNational History Museum, Marble Arch, Tyburn Tree e Buckingham Palace

 

Lunedi, 15 giugno: 

Appresa in televisione la notizia della prima vittima britannica causata dall’influenza suina H1N1, la componente femminile del gruppo si concede una mattinata di relax da Harrods, mentre noi maschietti ci dirigiamo al Lord’s Cricket Ground, la casa del cricket per antonomasia. Prenotiamo il biglietto per il tour guidato delle ore 12.00. La guida, Mr. Chris, ci attende al meeting point situato all’esterno del museo e, con puntualità britannica, ci da il benvenuto. I partecipanti al tour provengono tutti da paesi dell’ex impero (Australia, Sud Africa, India e Sri Lanka), paesi nei quali il cricket conta molti praticanti e viene considerato uno degli sport più importanti, se non addirittura lo sport nazionale come in India. Quando alla domanda di Mr. Chris “any other country?” rispondo con un timido e sibillino “Italy”, il suo viso si riempie di sorpresa e stupore, dicendomi che in tanti anni di lavoro siamo i primi italiani che partecipano ad un tour da lui guidato. La visita dura 100 minuti, dall’esterno del museo si accede al Pavillon, edificio in stile vittoriano dove dapprima visitiamo la Long Room (dalle cui finestre i soci del Marylabone Cricket Club assistono ai test match) e poi il bar attiguo. Saliti al primo piano visitiamo uno dei posti sacri dell’edificio: lo spogliatoio della squadra ospite. Sulle pareti laterali della stanza sono affissi dei cartelloni in legno chiamati Honours Board, sui quali sono riportati i record stabiliti dai giocatori ospiti al Lord’s. Terminata la visita al Pavillon, il tour prosegue con la visita al museo, dove al primo piano viene conservato il reperto più pregiato di tutta la storia del cricket, l’urna delle Ashes. Il tour termina all’esterno, dapprima sul campo da tennis, poi sulle tribune dello stadio ed infine nell’innovativo Investec Media Centre, considerato come uno dei migliori 50 edifici del Regno Unito.  

Passeggiando per le vie di Pimlico ho scoperto l’esistenza dei windowflower. Alcune abitazioni infatti sono dotate di fioraie di metallo, contenenti vasi di surfinie, affisse al davanzale esterno delle finestre. Solitamente tra le finestre ed il marciapiede c’è un vano vuoto sul quale non è possibile sostare, in quanto molte case inglesi hanno gli appartamenti anche al piano seminterrato. Gli addetti di windowflower arrivano con un furgoncino/botte carico d’acqua, stendono il tubo di gomma da una bobina e, stando sul marciapiede, innaffiano le piante al piano terra. 

Altri luoghi visitati: Science Museum, Portobello Road.

 - In viaggio con Ricky

foto: Boswell House (Londra, Gran Bretagna)

 

Martedì, 16 giugno: 

Il programma schedulato per oggi prevede a grandi linee il percorso a piedi nella City descritto sulla Lonely Planet. Il giro ci permette di spaziare in un mix tra la Londra medioevale e la Londra moderna e proiettata nel futuro. Passiamo così senza soluzione di continuità da St. Paul’s Cathedral a 30 St. Mary Axe (detto anche Gherkin, il cetriolo), dalla Dr. Johnson’s House al Millennium Bridge, dalla Tower of London alla nuova ed avveniristica City Hall

È l’ora della pausa e nei giardini che circondano St. Paul’s Cathedral, gruppetti di impiegati e manager in giacca e cravatta consumano il pranzo takeaway, acquistato in uno dei numerosi ristoranti delle catene internazionali della zona. Altri invece approfittano della bella giornata di sole per indossare maglietta e shorts, calzare scarpe da ginnastica e tuffarsi nel jogging per i parchi e le stradine secondarie della City. In questo aspetto Londra mi ricorda molto quanto visto nei parchi che fiancheggiano la bellissima baia di Sydney. 

I tabloid intanto, celebrano la vittoria dello scozzese Andy Murray nel prestigioso torneo londinese di tennis del Queen’s, che si disputa ogni anno sui campi in erba del Club dedicato alla Regina, titolando a nove colonne “Murray, the king of Queen’s”

A proposito di sua maestà Elisabetta the 2nd, ammetto di aver provato un brivido di emozione vedendo il filmato originale della sua incoronazione, nelle Waterloo Barracks della Tower of London. 

Sono da poco passate le 5 p.m. quando passiamo davanti alla St. George Tavern, ubicata all’angolo tra Ecclestone Bridge e Hugh Street. Il pub è pieno di avventori, sia all’interno sia ai tavoli all’aperto. Sono per lo più giovani, parlano animatamente ed a voce alta sorseggiando una pinta di birra. Lo special menù del giorno è sausage and mash. I pub sono solitamente vietati ai bambini tanto che fuori dalla porta di ingresso campeggia una targa in ottone dove sta scritto: “If you appear under the age of 21 you will be asked to prove you are over 18”. 

Per cena decidiamo di andare a Soho, quartiere “trendy” della Londra degli anni ’70 e ’80. Mangiamo al Shampers Wine Bar, al 4 di Kingly Street, parallela della celebre Carnaby Street. Cucina tradizionale stasera: Free range chicken and pork sausage, with mash potatoe and red cabbage. 

Altri luoghi visitati: The Monument e Tower Bridge

 

Mercoledì, 17 giugno: 

Mentre sulle testate televisive e sui tabloid riecheggia ancora la notizia dell’eliminazione della nazionale inglese di cricket al World Twenty20, in corso di svolgimento tra il Lord’s e l’Oval qui a Londra ed il Trent Bridge a Nottingham, ci apprestiamo a vivere l’ultima giornata di visite. 

Oggi mi soffermo un’attimo sulle stazioni della metropolitana. Vengono prese d’assalto da veri e propri fiumi di gente che non si fermano davanti a nessun ostacolo. Per questo motivo non è consigliato sostare appena superate le macchinette del controllo biglietti. Qui la gente va tutta di fretta, camminano con passo spedito, chi ascoltando l’i-Pod, chi sorseggiando un caffé takeaway, chi leggendo i giornali gratuiti che vengono distribuiti ad ogni angolo di strada (Metro, London Lite, Thelondonpaper e London Evening Standard). 

I guardiani presenti nei luoghi pubblici sono inflessibili; ne abbiamo avuto riprova visitando la Lady Chapel nell’Abbazia di Westminster. Elisabetta ha solo osato sfiorare le sedie in legno che da dietro si è immediatamente levato un burbero e perentorio “don’t touch please!”.  

Londra è anche la città di Harry Potter e dato che Michele è da sempre un appassionato lettore delle avventure del piccolo maghetto, andiamo alla Stazione di King’s Cross a vedere il binario 9 e ¾, da dove parte il treno Espresso per Hogwarts, la località dove si trova la scuola di magia e stregoneria nella quale sono ambientate gran parte delle storie della saga. 

Per cena decidiamo di continuare con la cucina tradizionale e quindi ci rechiamo al pub The Anchor sulla Southbank. Chi di noi ha optato per una portata di pesce ha scelto The catch at the Anchor (pesce del giorno alla griglia servito con verdure di stagione e patate al forno), chi invece ha optato per la carne ha scelto Traditional steak and kidney pudding (servito con patate e verdure di stagione). Terminiamo la serata in appartamento con un buon bicchiere di Shiraz rosso della cantina Jakob’s Creek (South Australia). 

Altri luoghi visitati: House of Parliament, N.10 Downing Street, Horse Guard Parade, The Mall, Trafalgar Square, St. Martin in the Fields, Piccadilly Circus, Lillywhite, Regent Street.

 

Giovedì, 18 giugno: 

Lasciati i ringraziamenti ed i saluti sul “Livre d’or” (libro degli ospiti) dei sig.ri Pascale e Jim, proprietari dell’appartamento dove abbiamo alloggiato, sbrighiamo le ultime faccende domestiche e ci dirigiamo, trolley alla mano, per l’ultima volta verso Victoria Station per prendere il Gatwick Express che in circa mezz’ora ci porterà all’aeroporto.

 

NOTE: 

Londra è una città così ben organizzata che mi risulta difficile lasciare dei consigli particolari. L’unico è quello di non prelevare sterline dagli sportelli ATM dell’aeroporto ma di farlo direttamente in città, in quanto la commissione trattenuta è piuttosto elevata. 

 

RINGRAZIAMENTI: 

Sara Menardi (mia collega di lavoro), Sonia ed Enrica (agenzia immobiliare), le Guide per Caso (londra4ever e djspesso) e gli autori dei diari di viaggio scaricati dal sito Turisti per Caso

  

FOTOGRAFIE: 

Album fotografico Londra 

 

AUTORE: 

Stefano Tomada

Galleria fotografica

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